“Zenhabits”, da una piccola isola a San Francisco
Per chi non lo conoscesse, Leo Babauta, il creatore e gestore del blog “Zenhabits” è una star della rete. Il suo blog è uno dei più visitati al mondo. Si occupa di “produttività personale”, scrive di come ha cambiato la sua vita, smettendo di fumare, iniziando a fare attività fisica, cambiando dieta, eliminando dalla sua vita tutte quelle cose che la rendevano complicata e stressante.
Uno dei suoi consigli su come iniziare a fare ordine nella propria vita è quello di iniziare a fare ordine in casa con i propri oggetti, vuotando cassetti ed armadi per poi selezionare le cose che non servono più ed eliminarle. E’ diventato un fautore del minimalismo insomma, ha anche aperto un altro blog dedicato appunto al minimalismo. E va a gonfie vele anche questo.
Come potesse però la sua vita essere tanto disordinata e stressante su di una piccola isola del pacifico è per me un mistero …
Leo Babauta è nato su di una piccola isola dell’oceano pacifico appartenente agli USA, l’isola di Guam. Sconosciuta ai più se non per qualche vecchia pellicola sulla guerra del pacifico. Leo ha sei figli, ha sempre avuto un lavoro precario, debiti, difficoltà a sbarcare il lunario ed a mantenere la sua famiglia. Un giorno decide che deve cambiare la sua vita, iniziando a semplificarla. Eliminando dapprima abitudini e cose superflue. Dedicandosi a dieta ed attività fisica che gli migliorano fisico e spirito,eliminando i debiti, e da qui il cambio.
Inizia quindi a scrivere nel suo blog, tempo dopo, di come ha affrontato il cambiamento. Trasforma il suo racconto in piccoli consigli su come ottimizzare la vita quotidiana eliminando il superfluo, utilizzando al meglio il tempo. Imparando a produrre meglio ed in modo positivo. Scrive un libro che va a ruba Zen To Done (ZTD), che molti però non sanno essere una quasi copia del vecchio Get To Done (GTD) scritto nel 2001 da David Allen ... come diceva Nietzche, la vita è un pò ..."un eterno ritorno dell'uguale" ...
Perché tanto successo dal momento che fondamentalmente dice delle cose banali??
Risposta: io credo che dica delle cose banali perché anche io essendo cresciuto in campagna, ho fin da piccolo ricevuto anche indirettamente la sensazione del valore delle cose e delle reali necessità umane.
Magari chi è cresciuto in città, è più condizionato dalle regole del consumismo e dal valore della carriera, per cui si ritrova ora in tempo di stress e tensioni sociali a chiedersi se vale la pena di lavorare 12 ore al giorno per gonfiare il conto in banca, o per cambiare il SUV, magari trascurando la famiglia ed i figli, oltre che se stesso.
Non è difficile rendersi conto che la nostra vita può essere semplificata, seguite queste mie considerazioni e ditemi se non vi riconoscete anche voi di tanto in tanto in questi pensieri:
Avete l’armadio pieno di vestiti come tutti, avete sempre indossato tutti quei vestiti e questo fino a che non fossero inutilizzabili, o anche a voi è capitato di comprare capi che mai avete indossato o solo poche volte?
Quante paia di scarpe avete? Le usate tutte sempre e fino a che sono inutilizzabili? O come i più, avete scarpe che neppure vi ricordavate di avere?
Avete un cellulare in tasca, normale, non uno dei moderni smart-phone. Sapete dirmi tutte le funzionalità di cui dispone, ma soprattutto le utilizzate tutte?
Avete un maxischermo lcd HD in casa, la TV via satellite: li utilizzate regolarmente tutti i giorni. Ma utilizzate tutte le loro funzioni, regolarmente, nel caso del satellite guardate tutti i canali?
Avete un’auto, con il suo computer di bordo, navigatore gps, impianto stereo. Usate regolarmente tutti i dispositivi, ma soprattutto conoscete tutte le caratteristiche dei medesimi? L’auto è grande e potente. Vi ritrovate spesso in coda per fare pochi chilometri, quindi potreste benissimo possederne una infinitamente più piccola ed economica, vero?
Andate al ristorante, ma anche a casa vostra, vi capita spesso di terminare una cena lasciando resti nel piatto? Cibo buono quindi. Che sapete benissimo finirà nella spazzatura. A chi non è mai capitato?
Bene, come vedete non è difficile vedere le cose in una prospettiva che ci faccia notare come sarebbe per tutti, più o meno, possibile ridurre le reali necessità ad un punto abbastanza equilibrato.
Siccome queste considerazioni mi appaiono di una banalità estrema, mi sono chiesto come questo signore, Leo Babauta appunto, abbia fatto così tanto successo scrivendo in questo modo. Ma vedete, non è questo il punto per il quale ho deciso di parlare di Babauta in questo mio post.
In questo mio blog dedicato ai miei viaggi, alle mie riflessioni, ed a chi sogna di trasferirsi a vivere su di una isola lontano dalla propria vita stressante in una qualsiasi grande città, mi sembra interessante fare notare come chi ha sempre vissuto dalla nascita su di una piccola isola ai tropici, dopo aver avuto successo, ed essere corteggiato da più case editrici che si contendono il suo parco di lettori, ha deciso di trasferirsi in una grande città, San Francisco appunto.
Lui tra l’altro nel suo blog non dice mai il perché … io però qualche idea ce l’ho. Avendo conosciuto tanti isolani che vorrebbero anche loro trasferirsi nell’Europa delle grandi città.
Noi consideriamo pazzi coloro che lascerebbero la loro pace ed il loro clima per il traffico e lo stress, loro considerano pazzi coloro che lasciano un lavoro sicuro, la varietà e gli spazi oltre che le potenzialità delle grandi nazioni per ritrovarsi a vivere nei limiti e dentro la noia di una piccola isola …
I blog di Leo Babauta:



2 commenti:
c'è poco da fare...la rovina dell'uomo è il vizio. Il vizio permette di mascherare la verità: le nostre debolezze, paure, complessi, l'impegno richiesto per mettere un chiodo al muro.
In una parola il vizio è una sorta di droga. Non sono forse drogati gli esseri umani oggi? Perfino quelli che si lamentano di non riuscire ad arrivare a fine mese, spesso si trovano in questa situazione perché PRETENDONO macchine, cellulari,computer etc. Sono stati plasmati, sono topi in una gabbia, e non sono più consapevoli di cosa significhi "vivere". Vivere, per creare qualcosa, con passione e dedizione. Vivere per i rapporti umani.
E laddove arriva il denaro, ecco che dimentichiamo di Vivere.
Ma prima o poi finirà questo Medioevo Digitale. E tornerà un Leonardo da Vinci ad aiutarci a rinascere...
Mi hanno sempre insegnato il valore delle cose. Ho sempre vissuto "minimal". Mai niente di superfluo...
Insomma, io dove vado a raschiare x migliorare?
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