Secondo lavoro a Fuerteventura
Continua la mia saga sull’isola. E si arricchisce anche il mio curriculum.
Come avevo detto nel post precedente l’agenzia immobiliare non si era rivelata una buona scelta. Grazie quindi ad un amico che fa catering in giro per hotel, trovo un posto come addetto al servizio tecnico, (piccole riparazioni) in un hotel nel centro di Caleta de Fuste. Avevo portato tanti curriculum in giro per hotel ed aziende, ma come spesso accade anche in Italia, se non conosci nessuno è molto difficile entrare.
Entro in forze nello staff manutentori dell’hotel i primi di luglio 2007. In piena alta stagione. L’hotel è pieno, vacanzieri all inclusive, quelli per intenderci che fanno piscina –spiaggia-ristorante tutti i santi giorni della loro canonica settimana di vacanza low cost. E io mi chiedo ma per quale astruso motivo uno debba pagare anche se poco, per restare chiuso in un hotel senza mai uscire?!
Siamo in sette nello staff di manutentori. Uno è il capo, quello che ha la reperibilità notte e giorno se per caso … gli altri sei siamo io e cinque colleghi che si suddividono i turni in questo modo: tre il mattino dalle 6 alle 3 e due per la notte dalle 3 alle 12 (mezzanotte). Uno è il jolly, colui che permette a turno di fare il riposo settimanale a tutti. Inutile dire che il riposo spesso salta in periodo di piena, e che il mio turno la notte che dovrebbe terminare alle 12 spesso arriva anche all’una.
Vi presento lo staff: il capo è caraibico originario dell’isola di Aruba. Quattro sono originari di Gran Canaria, ed uno è Uruguayo, ed io.
Vi presento la struttura di cui prenderci cura. Hotel 4 stelle nato poco meno di 4 anni fa, semi nuovo, 313 stanze. Tre piscine al piano terra e una con due jacuzzi in azotea (sul tetto dell’edificio). Sistema di filtraggio e mantenimento piscine (quello che controlla livelli di cloro e ph per intenderci) fuori uso. Tutte le sere sarà il mio compito di prelevare campioni dell’acqua e verificare se sono nei limiti. E quindi ripristinare i livelli aggiungendo cloro o ph a seconda del fabbisogno, manualmente con il secchio. Cosa per altro dannosissima alla salute.
Sistema di condizionamento dell’hotel completamente inutilizzabile, gli scarichi dei condizionatori a tetto, sono stati realizzati in salita. Ergo, quando la vaschetta di recupero della condensa è piena, per effetto della gravità l’acqua esce e così piove sulla testa dei clienti. Proposto ai vertici di comprare delle micro pompe per espellere la condensa: risposta, il budget non lo permette.
Piscine e docce sul tetto dell’hotel utilizzano uno scarico non isolato che presenta più punti incompiuti. Risultato, quando il livello delle piscine passa il limite e le vasche di raccolta scaricano , filtra sotto. Almeno 5 stanze dell’ultimo piano sono inondate da acqua, scrosci letteralmente, sui letti e le teste della gente. Segnaliamo che serve un intervento strutturale importante per isolare e ricreare le parti mancanti, ci rispondono che non ci sono soldi. Varie altre tubazioni importanti dell’hotel perdono in modo irrimediabile. Ho esperienza di meccanica, non parlo di danni dovuti all’usura, parlo di negligenza volontaria in fase di costruzione e/o in fase di ispezione (se mai ce ne stata una).
Non vi annoio con tutti gli altri dettagli assurdi su una struttura come tante altre nell’isola, sappiate solo che a fine settembre la metà dei miei colleghi è stata licenziata, capo incluso. I divento il nuovo capo della manutenzione e restiamo in tre. Mio è definitivamente il turno di notte, vi immaginate tutte le notti dalle 3 del pomeriggio alle 12 dover attendere 330 camere con i problemi che vi ho detto da solo?
In questi mesi io la spiaggia non l’ho mai vista. Tornavo a casa all’una, il tempo di mangiare qualcosa e fare la doccia, non immaginate quanto bruci la pelle dopo aver per ore tenuto il cloro in polvere su di essa. A nulla servono guanti e mascherina, la polvere finissima si insinua ovunque, soprattutto nei polmoni.
Alle due e mezza andavo a letto tutte le notti e mi alzavo alle dieci tutti i giorni. Tempo per fare colazione, andare a fare un po’ di spesa, al bar di una amica a fare due chiacchiere e bere un caffè ed era già ora di tornare al lavoro. L’unico giorno libero lo trascorrevo in casa, per fare le mie cose, pulire casa, lavare i panni, rispondere alle mail degli amici, e per scaricare anche un po’ lo stress.
Ovviamente scaduto il contratto, passata l’alta stagione, mi sono ritrovato senza lavoro.
Dimenticavo: il salario era di 1100 euro mensili x 12 mensilità. In Spagna la tredicesima e la quattordicesima molto spesso vengono ripartite e suddivise per dodici.
Spero non avervi demoralizzato, a quanti sognano Fuerteventura e le Canarie, volevo solo farvi uno spaccato di vita isolana vissuto di persona, che forse aiuta a riflettere. Volevo anche dire che non tutti gli hotel sono in queste condizioni alle Canarie, ne tantomeno tutte le ditte explotadoras (gestrici della struttura) sono tanto ciniche e avare oltre che sprovvedute. Ma qualcuno sì …



3 commenti:
sono sempre più convinto che le Canarie, PER ORA, siano un luogo adatto soprattutto per chi ha una piccola rendita (pensione, affitto etc) che in Italia sarebbe insufficiente per vivere..
il grande vantaggio infatti il rapporto basso costo della vita/alto tenore di vita.. ma in contropartita c'è la mancanza di lavoro..
peccato..
ciao senti io vivevo li fino a un anno fa..posso contattarti x info?
ciao luca
la mia email :
luca.colla@hotmail.com
scusa sono molto economico di parole ma avevo risposto al post e mi si è cancellato tutto!!! se ci teniamo in contatto ti riscrivo tutto...
ciao
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