sabato 20 marzo 2010

“Las Fallas” di Valencia: festa di creatività e fuochi

Las Fallas”, anche conosciuta come “fiestas josefinas”, è una celebrazione in onore di San Giuseppe (patrono dei carpentieri) che si verifica dal 15 al 19 marzo in qualche cittadina in provincia di Valencia, e che è stata anche esportata da alcuni spagnoli emigrati sino al “Mar del Plata” in Argentina.

Per l’occasione e grazie alla sua fama, in queste date Valencia accoglie fino ad un milione di turisti.

Il nome di “fallas” proviene dal valenciano medievale e significa torce; attualmente si usa per riferirsi alle creazioni artistiche che si realizzano, generalmente fatte di materiale combustibile come il sughero e che verranno arse come falò. Agli inizi si trattava di ardere semplicemente segatura e i ritagli di legno inutilizzati dai vari laboratori falegnami delle città, nel corso del tempo questa segatura è andata prendendo forma e vita e si iniziò a costruire monumenti satirici che inizialmente rappresentavano persone del villaggio ma che oggi possono rappresentare personaggi di tutta Spagna come del resto del mondo. Quindi, si credeva che questa azione avesse un carattere purificatore e che il fuoco eliminasse tutti problemi e malanni vari; oggi riunisce i valenciani in una tradizione comune che gli permette di esprimere il loro senso di appartenenza sociale.

E’ bene ricordare che oggi come oggi le costruzioni sono di una tale bellezza, estetica e perfezione nei dettagli tali che le diverse “casas falleras” (come si chiamano i laboratori dove si costruiscono le creazioni) devono trovare fonti di ingresso fondi, sponsors quindi, per potere pagare le loro sculture (ci sono sculture che hanno superato i 720.000 euro).

Il totale delle sculture che si producono è davvero impressionante, arrivando in alcuni anni a superare le 350 e necessitando così di mesi di lavoro. Quindi, si stabilisce un giudice che avrà il compito di scegliere la migliore “falla” per categoria ed il pupazzo che verrà salvato (cioè, che non sarà bruciato). Tuttavia, l’indulto che salverà il pupazzo sarà deciso dal pubblico dato che queste sculture saranno esposte per vari giorni prima della celebrazione. Naturalmente non può mancare la “cabalgata” (processione), le sculture vanno a zonzo per la città tra spettacoli e musica per le strade. E’ consigliabile vedere le sculture esposte prima della processione, per poterle valutare con tranquillità e poter così apprezzare maggiormente i dettagli. I luoghi dove si espongono sono generalmente in piena luce e le sculture decorate con ulteriori luci colorate. Chissà, è forse per questo amore per l’illuminazione che contraddistingue i cittadini di Valencia che si conosce questa città anche con il nome di Città della Luce.

La festa inizia il giorno 15 di marzo, i preparativi sono ammirabili, cominciando con il primo di marzo quando si fanno i “mascletàs”, uno spettacolo di petardi, fuochi artificiali e salve di cannone adeguatamente sincronizzati in modo da sembrare un concerto di esplosioni in perfetta armonia. Anche se la pirotecnica è la regina che accompagna tutta la celebrazione, il giorno 18 di marzo ha la sua notte che è conosciuta come “La noche del fuego”.

Il giorno 19 ha luogo “la noche de la quema” ( la notte dei falò); senza ulteriori spiegazioni, pare che la intera città arderà con i suoi falò. Uno spettacolo che merita di essere visto almeno una volta nella vita anche se dà un poco di pena vedere distruggere dal fuoco queste opere d’arte.

Naturalmente in questi giorni si possono gustare i “buñuelos” (tipici dolci locali) e la arciconosciuta “paella valenciana”. Una esperienza da non perdersi, sempre che non si abbia paura del fuoco, signore dei luoghi in questi giorni …

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